#1

By demaquillage

Il primo vero suono che sente è il portone che si chiude alle sue spalle.
Una folata di gelo e le mani in tasca, mentre si avvia verso la macchina.
Ha il sapore del dentifricio in bocca e Lui dorme come l’ha lasciato, rannicchiato nel suo lato del letto.
Rimane seduta davanti al volante per un tempo infinito, e torna a se stessa nuda un’ora prima, in piedi fra il piccolo bagno e un letto d’albergo.
Nel silenzio irreale e i respiri lenti, che recupera le sue cose e lo osserva dormire.

Avrebbe voluto essere un’altra.
Avrebbe voluto fare piano e avvicinarsi a quel letto ancora suo.
Il coraggio di decidere per Lui che dorme.
Essere un’altra.
Impetuosa e incosciente, svegliarlo con la lingua lungo il collo e un sussurro, ancora. Facciamolo ancora. E ancora.
Oppure dolce, abbracciarlo mentre apre gli occhi, nell’illusione di un nido caldo. Uno solo, al mondo.
Fare la colazione sdraiati lì e l’amore fra le briciole, come gli altri, ma meglio.
Ridere della spalliera del letto, un tempo attaccata al muro, spostata dall’impeto di almeno mezzo metro.
E poi dirgli io lo so come ti senti, ma facciamo finta. Ti prego, facciamo finta che sarà per sempre indolore.

Ma la realtà è che è chiusa in bagno ad infilarsi i jeans e il cuore impazzisce perchè ogni rumore potrebbe svegliarlo.
Ha il terrore di vederselo sulla porta, con l’espressione del pentito. Sentirlo dire allora ciao, ci sentiamo eh.
Tiene le scarpe in una mano mentre esce, senza voltarsi.

Gli occhi di Lui non lasciano speranza, mai. Opachi come solo chi non crede più.
E’ una consapevolezza acuta questa, che chiude la porta e le tappa la bocca e la spinge veloce giù per le scale.
La solitudine di quell’uomo rannicchiato è l’odore più forte lì dentro.
Persino il sesso a volte si rassegna ad un gesto meccanico, lontano. Sono attimi appena, ma come tuoni gelidi nel cervello.

Guida e lo immagina appena alzato, realizzare che è già andata via.
Si sentirà sollevato, pensa.

Avrebbe voluto essere un’altra per non accorgersene. Per non essere così lucida da sentirsi sola sempre.

Infilato nella cornice dello specchio Lui troverà un biglietto.
“Meglio lasciarsi che non incontrarsi mai.”

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